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SABATO 12 SETTEMBRE 2026

Un adattamento di Sogno di una notte di mezza estate che mette al centro il rapporto tra ordine, desiderio, caos e sogno come processo continuo di trasformazione.

In termini simbolici, in Sogno di una notte di mezza estate, Atene rappresenta la dimensione dell’ordine: leggi, ruoli sociali, legami definiti. Tuttavia, questo ordine non appare mai completamente stabile. Sotto la sua superficie agisce una mancanza non visibile, che non è un evento, ma una condizione, qualcosa che non si compie mai del tutto e che attraversa i personaggi.

     Da questa tensione nasce il desiderio che, liberato, crea un forte movimento ( caos ) che  incrina l’ordine, facendo perdere ogni punto di riferimento.

I personaggi abbandonano Atene e fuggono verso il bosco che rappresenta simbolicamente la dimensione del sogno, lo spazio dove cambia la logica del mondo reale, le relazioni si disallineano, gli amori si spostano, le identità diventano instabili.

     E’ proprio il sogno lo spazio che rende possibile e tollerabile il caos: grazie alla dimensione onirica, il disordine non distrugge l’ordine, ma lo mette alla prova e lo trasforma, permettendo alla fine un nuovo ordine.

   Attraversare il bosco significa, quindi, attraversare una perdita di stabilità: ciò che sembrava definito si apre e cambia forma. In questo movimento, il soggetto incontra qualcosa di sé che nella vita ordinaria resta nascosto.

      Il ritorno ad Atene non ristabilisce un ordine identico a quello iniziale. La legge riappare, ma segnata da ciò che è accaduto nel bosco: non può più presentarsi come completamente chiusa o autosufficiente perché contiene ormai la consapevolezza della sua propria instabilità.

     In questo senso, lo spettacolo non racconta il passaggio dal caos all’ordine, ma il modo in cui ogni ordine è attraversato da una mancanza che lo mette continuamente in movimento.