ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE di T.S. ELIOT
sabato 21 dicembre 2024 - Teatro Stabile - Potenza
Il dramma di Eliot, ASSASSINIO NELLA CATTEDRALE, assai poco rappresentato sulle scene italiane, vive in un allestimento che nelle finalità ne vuole esaltare la dimensione poetica e liturgica, conferendo al teatro stesso la funzione di rito comunitario. Un rito comunitario al cui centro sta l’uomo che , quando tenta di indirizzare il suo agire, è impegnato in un confronto solitario con la sua storia, con le sue tentazioni, le sue angosce e i suoi dilemmi, l’uomo alla ricerca di una strada che approdi al Senso Ultimo.
Nel cuore della pièce si staglia la figura solitaria di Tommaso che matura progressivamente la consapevolezza del proprio destino, affrontando e superando di volta in volta le tentazioni della libido sentiendi e della libido dominandi , purificandosi anche della tentazione più subdola : tentazione del MARTIRIO come POTERE ETERNO. Tommaso è l’uomo che sceglie di vivere per qualcosa per cui vale morire, così testimoniando la possibilità per l’uomo di toccare l’Assoluto.
La Donna di Canterbury compie un cammino di conversione.
Nella prima parte è umanissima, anti- eroica, paralizzata, nello spazio angusto della sua casa, dalla paura della morte e dalla inquietudine nel presagio di un atto, (il Calvario/il martirio di Tommaso) che i suoi occhi sono costretti a testimoniare ; nella seconda parte si decide per l’erta degli ulivi. Col capo coperto e i piedi scalzi sale il Calvario con il suo amato Signore. E sotto la Croce è lei, la Donna, consapevole di una promessa di bene che la precede e in un significato di edificante prossimità a Colui che patisce, Madre della nuova Umanità redenta.
Sul piano estetico, la narrazione si consuma tra pilastri di marmo e lastre di pietra nuda , croci di legno e croci di luci, troni e sedie, corone d’oro e corone di spine, angeli e demoni, guerra e pace, notte oscura e cielo stellato. Scenografia e luci sono materia nella quale tutto vive, sottotesto, squarcio emotivo , ora una spada ora una carezza al cuore .
La musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij con la sua straordinaria forza icastica e la sua potenza immaginativa colora e marca il ritmo dell’azione scenica tra gelate terre desolate e la calda terra santa del paradiso.
